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L’Agopuntura è una disciplina medica di origini antichissime che, sviluppata in Cina migliaia di anni fa, si è recentemente diffusa nel mondo occidentale. Nonostante il suo gergo possa apparire lontano da quello medico, si fonda su principi che, se opportunamente decodificati, risultano in gran parte compatibili con il sapere scientifico occidentale. 

Una seduta di Agopuntura si svolge mediante il posizionamento sottocutaneo di aghi metallici sterili, che vanno mantenuti in loco per circa 30 min.
Gli ambiti terapeutici nei quali l’Agopuntura trova le sue più sicure applicazioni e rivela con maggiore probabilità la sua efficacia sono:

    • Analgesia: numerosissimi tipi di dolore somatico e viscerale,compresi molti casi di “dolore centrale”.
    • Ortopedico: traumi minori, disfunzionalità post traumatiche, trattamento sintomatologico delle degenerazioni articolari (dolori artrosici ecc.).
    • Neuropsichiatrico: cefalee, insonnie, depressioni, ansia.
    • Ginecologico: dolori mestruali, sindromi premestruali, disturbi del ritmo, disturbi della menopausa.
    • Allergie
    • Internistico: Alterazioni del ritmo intestinale, pirosi gastrica, disturbi digestivi, asma, disturbi urinari e prostatici, disfunzioni sessuali (disturbi dell’erezione, eiaculazione precoce, frigidità, infertilità funzionale).

Al Polo di Medicina Integrata di Urbino l'agopuntura viene praticata da:

Dr. Mauro Cucci
medico, neuropsichiatra, agopuntore, psicoterapeuta, fitoterapeuta


Che cos'è l'Osteopatia?

L'Osteopatia è una medicina manuale, un metodo terapeutico ideato da A.T. Still e basato sul principio che il corpo è capace di fabbricare dei rimedi propri contro le malattie, quando le sue relazioni strutturali sono normali, la sua nutrizione è buona ed è inserito in un buon ambiente. Secondo la filosofia osteopatica, la mobilità di una struttura governa la qualità della sua funzione. Quindi, lo scopo del trattamento osteopatico , tramite un approccio manuale sull'apparato muscolo-scheletrico, è quello di ristabilire la mobilità dei differenti sistemi del corpo per migliorare la loro funzione e la loro interazione all'interno dell'organismo.

Indicazioni al trattamento ostepatico

Poiché l’osteopatia ha l’obiettivo di riequilibrare le funzioni vitali tramite una vasta gamma di tecniche (da quelle più delicate a quelle più energiche) e agisce con uno scopo curativo ma soprattutto preventivo, le indicazioni per un trattamento osteopatico sono molto ampie e indicate per tutte le fasce di età.

Disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico
L’osteopatia è molto efficace nel trattare le algie di tipo osteo-articolare e muscolare, sia legate ad eventi traumatici che di origine degenerativa sia causate da vizi posturali. Queste problematiche possono interessare sia gli arti che il rachide con o senza un interessamento di tipo nervoso.

    • Cervicalgia, torcicollo e colpo di frusta
    • Cervico-brachialgia
    • Dorsalgia e dolori allo sterno e alle coste
    • Lombalgia, colpo della strega
    • Lombo-sciatalgia e lombo-cruralgia
    • Traumi sacrali e coccigei
    • Pubalgia
    • Tendiniti, borsiti e fasciti
    • Stiramenti muscolari
    • Edemi localizzati o generalizzati
    • Distorsioni e esiti di fratture

Disturbi cranio-facciali
Tramite l’utilizzo di tecniche dolci a livello del cranio, definite tecniche cranio-sacrali, si può agire direttamente sui muscoli, le fasce della testa e sulle suture craniche.

    • Cefalee e emicranie
    • Sinusiti
    • Sindromi vertiginose
    • Alcune forme di nevralgie del trigemino
    • Dolori in seguito a traumi diretti sulla faccia

Disturbi dell’apparato occlusale e dell’articolazione temporo-mandibolare
In collaborazione con il dentista e l’ortodonzista, l’osteopata può agire in modo sinergico nel trattamento dei bambini con problemi di malocclusione e in tutti quei casi dove c’è un indicazione al trattamento ortodontico.

    • Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare
    • Bruxismo
    • Traumatismi diretti alla mandibola

Disturbi viscerali di tipo funzionale
Partendo dal presupposto anatomo-funzionale che ogni organo è avvolto in delle membrane (fasce e legamenti) che sono fissate a delle strutture ossee più o meno adiacenti, è facile capire che se una di queste strutture di ancoraggio andrà incontro ad un problematica ci sarà un un’ influenza negativa anche sull’organo ad essa collegato. E viceversa. Inoltre ogni organo è in connessione con il midollo spinale e l’encefalo tramite i nervi del sistema nervoso autonomo che fuoriescono dalla colonna principalmente a livello del rachide dorsale. Questo fà si che per una corretta funzionalità dell’organo è necessaria una corretta mobilità del tratto dorsale e costo-vertebrale corrispondente. Quindi l’osteopata trattando le strutture in relazione con l’organo sintomatico potrà agire positivamente su di esso. In questo ambito spesso l’obiettivo è quello della riduzione della sintomatologia intesa come intensità, durata o numero di episodi.

    • Reflusso gastro-esofageo
    • Turbe digestive
    • Colon irritabile
    • Disturbi del ciclo mestruale e dismenorrea
    • Cistiti
    • Asma

Disturbi legati alla gravidanza e al post-partum
Durante la gravidanza la donna và incontro ad un importante cambiamento posturale, esso associato ai cambiamenti ormonali può indurre una vasta gamma di sintomi fastidiosi. Il trattamento osteopatico è un modo estremamente gentile di aiutare il corpo ad adattarsi ai cambiamenti che avvengono durante questo periodo. Lo scopo del trattamento è quello di donare alla mamma un benessere ed un equilibrio che le permetteranno di vivere una gravidanza serena, accompagnandola ad un parto il più possibile naturale e privo di complicazioni.

    • Lombalgia e lombosciatalgia
    • Malessere mattutino
    • Nausee e bruciori di stomaco
    • Pesantezza alle gambe
    • Dolori al collo e alle spalle

Sequele post operatorie
Affiancare il lavoro del fisioterapista nell’iter riabilitativo dopo un’intervento ortopedico può accelerare i tempi di recupero e favorire un miglior risultato finale. Anche nel campo della chirurgia generale l’osteopatia può trovare impiego.

    • Cicatrici e aderenze post-chirurgiche
    • Drenaggio edemi

Controindicazioni

Il campo d'azione dell'Osteopatia è, dunque, quello della medicina funzionale ed esclude quindi tutte le lesioni anatomiche gravi e tutte le urgenze mediche. In questi casi le potenzialità curative dell’organismo non sono sufficienti a ristabilire uno stato di salute e serve un “aiuto esterno” farmacologico o chirurgico per lottare contro l'aggressore e ristabilire gli equilibri alterati.
Ad eccezione di questi casi estremi, l'osteopatia ci permette di ritrovare lo stato di salute, senza timore di provocare effetti secondari indesiderati.

Al Polo di Medicina Integrata di Urbino l'aosteopatia viene praticata da:

Dott.ssa Annalisa Spalluto
(fisioterapista e osteopata D.O. M.ROI)


Psicoterapia Umanistica

La Psicoterapia Umanistica si basa su una concezione che sottolinea le potenzialità e le capacità positive dell’uomo. Tale concezione non si fonda su un unico modello, ma abbraccia numerose teorie e approcci filosofici e psicologici. Fra questi possiamo riportare in modo particolare il contributo di Maslow, il quale, partendo dalle teorie della filosofia fenomenologico-esistenziale, si fa promotore di una nuova psicologia che pone l’accento sul ruolo dei bisogni e delle emozioni nello sviluppo dell’identità e del concetto di autorealizzazione verso il quale ogni persona tende naturalmente. Nella Psicoterapia Umanistica confluiscono i contributi di Rogers con la sua terapia centrata sul Cliente, tesa a sottolineare la natura non medica del trattamento, l’approccio della Gestalt di Fritz Perls, basato sul cambiamento portato dalla consapevolizzazione dei propri bisogni. L’attenzione al Sè assume una centralità particolare nell’approccio umanistico; l’uomo si articola intorno al Sè che diviene il centro organizzatore della personalità, del sentire, dell’agire e dell’esistere e assicura unità - coerenza – continuità - progettualità alle relazioni dell’individuo con il mondo. Nell’ottica Umanistica il Sè è depositario dell’Autostima, il sentimento del proprio valore, della stabilità, dell’ autoconsapevolezza, corporea, psicologica e della propria storia. Il Sè veicola i rapporti con il mondo esterno, determina i propri obiettivi e la progettualità, si sviluppa attraverso dimensioni personali, relazionali, sociali e spirituali.
Secondo Giusti (2005) “la psicoterapia Umanistica ha permesso nel settore della salute mentale un approccio orizzontale centrato sull'alta qualità del processo relazionale e intersoggettivo a favor dell’essere nelle sue forme più autentiche. La salutogenesi integra la psicologia positiva e tende a trascendere i sintomi specifici incrementando la soddisfazione e la gioia per la propria vita. Un ottimo funzionamento globale comprende oltre alla maestria e le competenze, una tendenza alla curiosità, al coraggio, all'ottimismo, includendo una dose di altruismo e di spiritualità che dà un senso di umanità alla vita”.

Psicoterapia Biosistemica

La Psicoterapia Biosistemica ha l'obiettivo di ricreare la connessione tra pensieri, sensazioni ed azione, che sono gli elementi fondanti del sistema-emozione. Ricreando questa connessione si può riattivare la complessità del ciclo emotivo, la cui alterazione ha portato alla patologia. Anche la persona è vista come un sistema, fatto di corpo, mente ed emozione, inserito all'interno di sistemi sociali e relazionali. In tutta questa rete di sistemi e sottosistemi interdipendenti, non è possibile individuare la causa di uno stato di malessere, si può solo vederne l’effetto, cioè come si manifesta il disagio. Si tratta allora di trovare i punti di questa rete in cui c'è un blocco, in cui si è alterata la comunicazione. La patologia induce la persona a chiudersi in un solo sistema, in cui difficilmente potrà contattare tutte le sue risorse e potenzialità. L'obiettivo della terapia è quello di creare una perturbazione del sistema-persona per permettere l’accesso a uno stato emotivo bloccato, permettere nuove possibilità, aumentare il livello di integrazione. Nell’incontro con la persona il terapeuta biosistemico, in un clima di empatia e di interazione reciproca, potrà favorire la disinibizione dell’azione, della parola, dell’emozione. Basandosi sull’osservare, seguire e amplificare un movimento e un’espressione, o nel ricrearli dove questi siano scomparsi, il paziente potrà riappropriarsi della corporeità perduta.

Ansia e attacchi di panico

Si tende a confondere i termini paura, attacco di panico, ansia, angoscia; è essenziale chiarire e fare distinzione fra le diverse emozioni che a volte possono essere contemporanee.
L'ansia è un eccitamento fisiologico dell’organismo, più leggero della paura e costante. Provare ansia significa sentirsi continuamente all'erta, ingigantire il valore dei fatti, vivere le situazioni con una intensità emotiva assillante e discordante con la realtà, essere troppo vulnerabili per rispondere in modo opportuno agli stimoli e alle pressioni ambientali. Occorre poter sostenere un certo grado di ansietà interna per essere creativi o anche solo per sopravvivere nel mondo con una certa sicurezza, forza, autostima.
L’angoscia è uno stato doloroso dilagante e persistente; quest’emozione intensa di dolore e insicurezza insieme si insinua nell’animo quando tutto è vissuto come immutabile, triste e sembra impossibile progettare la propria vita.
La paura e il panico li si può distinguere solo dalla presenza o meno del pericolo reale.
Per comprendere un attacco di panico è indispensabile riallacciarsi alla paura, un’emozione che ci avverte quando siamo di fronte a pericoli reali, generando risposte adeguate a proteggerci e mantenerci in salute. La paura, pur provocando sensazioni spiacevoli è un alleato importante, una spinta a mobilitarci e seguire le reazioni difensive istintuali; queste reazioni sono decisioni prese rapidamente e intuitivamente dalla mente che, per essere appropriate alla natura del pericolo, possono risultare molto diverse fra loro. E’ importante non confondere questo sentimento primordiale forte e chiaro che fa parte dell’istinto di sopravvivenza con le innumerevoli paure infondate, fobie e fantasie catastrofiche in cui intrappoliamo noi stessi nella vita di tutti i giorni. Questi stati fobici, ansiosi e angosciosi, nella loro forma acuta diventano i cosiddetti attacchi di panico, i quali non partendo da una realtà di pericolo concreto sono da considerarsi metafore del nostro mondo interno, espressioni di un disagio di vivere, nonostante le manifestazioni sul piano fisiologico e psichico siano identiche a quelle della paura: senso di allarme, palpitazioni, irrequietezza, rigidità muscolare, sensazione di non respirare, bocca secca, nodo alla gola, gambe molli, svenimento, stordimento, tremore, vertigini, appannamento della vista, dolore al petto, nausea, perdita di controllo, paura di morire, di impazzire, di non essere più gli stessi.
Gli attacchi di panico possono svilupparsi in un determinato periodo della vita che in genere corrisponde a una fase del ciclo vitale caratterizzata dal distacco dalla famiglia d’origine e dall’acquisizione di una maggiore indipendenza. E’un momento in cui è fondamentale la ricerca di nuove appartenenze affettive e sociali. Per favorire tale separazione, la famiglia d’origine dovrebbe costituire per l’individuo uno sfondo sicuro (ground) stabile e flessibile, mentre l’ambiente nuovo (ciò che è fuori dalla famiglia) dovrebbe essere il luogo in cui trovare altri punti di riferimento rispetto ai quali collocarsi e nuove appartenenze consistenti nelle quali identificarsi e dalle quali differenziarsi. Questo passaggio cruciale comporta la profonda ristrutturazione delle proprie appartenenze, dei propri sfondi sicuri ed espone la persona alla solitudine e alla propria vulnerabilità. Le appartenenze sono parte significativa del ground che sostiene l’organismo. Pertanto, quando questo è instabile l’organismo è esposto alla possibilità di crolli improvvisi e conseguentemente all’esperienza dell’attacco di panico. Il soggetto che soffre di attacchi di panico è sospeso fra appartenenze passate che non lo sostengono più e appartenenze future che non lo sostengono ancora. L’insorgenza dell’attacco di panico coincide spesso con un cambiamento significativo all’interno delle proprie appartenenze. Questo può avvenire secondo due modalità:

    • una perdita, indipendentemente dall’intenzione del soggetto. Può trattarsi di un drastico cambiamento di contesto, una perdita affettiva importante o l’improvvisa scoperta di una profonda solitudine affettiva;
    • la persona evolutivamente si separa da appartenenze acquisite (in questo caso l’attacco di panico è sintomatico di una troppo rapida evoluzione in corso).

L’imprevedibilità che caratterizza l’insorgenza degli attacchi di panico è un’esperienza che crea spesso un forte disorientamento. Infatti, l’individuo può sentirsi smarrito nello sperimentare una perdita di autonomia in una fase del ciclo vitale in cui si sta muovendo verso un’autonomia maggiore. Di conseguenza, la persona vive in modo frustrante e doloroso questa improvvisa diminuzione dell’indipendenza. L’essere soli e smarriti di fronte alla complessità del mondo è un’esperienza che richiede sia il sostegno dei legami affettivi che di quelli sociali. Proprio in questi casi chiedere un aiuto terapeutico significa accettare la momentanea incapacità di sostenersi e proteggersi nelle diverse situazioni. La psicoterapia ha lo scopo di:

    • Aiutare la persona a comprendere i motivi profondi del sintomo e riacquisire una sana e salda capacità di autonomia.
    • Sviluppare il potenziale creativo e la fantasia per ridurre le inibizioni, liberare le capacità inespresse, il coraggio di fare delle scelte interessanti per sé.
    • Acquisire con il lavoro corporeo una nuova sensibilità per entrare in contatto con le proprie esperienze traumatiche e divenire consapevoli della propria forza.
    • Rinunciare ad usare la malattia per controllare la vita altrui e assumersi la responsabilità di riconoscere e rispettare i propri bisogni.

Al Polo di Medicina Integrata di Urbino la psicoterapia viene praticata da:

Dott. Alessandro Cinti Luciani
(Psicologo clinico, psicoterapeuta ad indirizzo Umanistico e Biosistemico)


L’osteopatia è un approccio di grande efficacia e di estrema delicatezza per trattare molti dei disturbi dei più piccoli.

Nel neonato e nell'infante

Durante il parto il neonato subisce il primo grande trauma che ogni essere umano affronta, il suo cranio è molto malleabile per poter sopportare le forti pressioni esercitate dall’utero ma a volte queste possono provocare delle disfunzioni. Molti dei disturbi tipici del periodo neonatale possono essere correlati proprio a queste disfunzioni e, se non trattate adeguatamente, possono predisporre il bambino a diverse problematiche negli anni venturi.

    • Difficoltà della suzione
    • Rigurgiti
    • Coliche infantili
    • Disturbi digestivi
    • Costipazione
    • Insonnia e irritabilità
    • Infezioni croniche respiratorie
    • Infezioni croniche dell’orecchio
    • Infezioni ricorrenti del tratto urinario
    • Plagiocefalie benigne (asimmetrie del cranio e della faccia)
    • Torcicollo miogeno

Nel bambino e nell'adolescente

Durante lo sviluppo e nell'adolescenza, il corpo viene sottoposto a numerosi cambiamenti. In questo caso l'osteopata può trattare i problemi associati alla crescita e contribuire alla buona salute e forma fisica del ragazzo.

    • Paramorfismi del rachide (ipercifosi dorsale, scoliosi)
    • Paramorfismi dell’arto inferiore (ginocchia vare, valghe, piedi piatti, piedi cavi)
    • Problemi occlusali (in collaborazione con l’ortodonzista)
    • Problemi visivi legati a strabismi e forie

Al Polo di Medicina Integrata di Urbino l'aosteopatia pediatrica viene praticata da:

Dott.ssa Annalisa Spalluto
(fisioterapista e osteopata D.O. M.ROI)


Cosa è la grafologia?

Quando traccio un segno in un foglio bianco, non solo muovo il mio braccio, ma metto in gioco molto di più: una forza che è mia e di nessun altro, un’intenzione, una scelta, quella di occupare un certo spazio e di lasciare libere altre zone; mi posso muovere con equilibrio o in modo disordinato, confuso; posso procedere con lentezza o fare un gesto dinamico, slanciato…

Queste semplici riflessioni possono già di per sé dare un’idea di quanta complessità si nasconda dietro una traccia grafica. Di questo si interessa il grafologo, che più precisamente è colui che si occupa dello studio del grafismo (scarabocchio, disegno, scrittura) per trarre informazioni sulla personalità dello scrivente.
Ognuno di noi infatti si esprime graficamente in modo unico: il tracciato grafico è espressione della nostra individualità e permette di cogliere informazioni preziose sulle caratteristiche intellettive, affettive e socio-relazionali.

Per fare qualche esempio:

Posso conoscere meglio le mie modalità di apprendimento, le capacità di problem-solving, o di organizzazione, di gestione, oppure il mio stile motivazionale, se dunque tendo a resistere o ad abbattermi di fronte agli ostacoli per il raggiungimento dei miei obiettivi, se sono metodico o flessibile…
Posso riflettere sul mio stile comunicativo-relazionale, se tendo a difendermi e ad evitare il contatto con gli altri, o se invece mi lancio con troppa spontaneità e poco controllo nelle relazioni; posso riconoscere di provare tensione nei rapporti, o troppa diffidenza e distanza, o paura… Ma posso anche scoprire il mio bisogno di contatto umano, e iniziare a immaginare nuove e diverse possibilità, piccoli cambiamenti che si possono rivelare estremamente efficaci per migliorare i rapporti e renderli più sereni.

Da ciò si può meglio comprendere quanto l’analisi grafologica si riveli utile per una armonica crescita personale e relazionale.

In particolare può aiutare la persona ad individuare risorse che non pensava di avere e a riconoscere i propri limiti con serenità, per calibrare gli obiettivi o prendere decisioni con maggiore consapevolezza, per comprendersi meglio e magari iniziare a perdonarsi qualche imperfezione, per comprendere meglio le persone care, come i figli o il partner e quindi gradualmente relazionarsi con essi con maggiore distensione e serenità.

La grafologia quindi fa un grande lavoro di indagine e conoscenza delle proprie caratteristiche (biocostituzionali, temperamentali, sull’organizzazione motivazionale e sugli stili comunicativo-relazionali) e il counseling, di cosa si tratta?

Esso rappresenta il proseguimento naturale di tutto ciò, ed era un’esigenza già avvertita da tempo dagli operatori in ambito grafologico: consiste in un affiancamento fatto di dialogo attivo a partire dalle informazioni ottenute dall’analisi proprio per attivare gradualmente le proprie risorse in vista di un obiettivo concreto da raggiungere.

Non è psicoterapia perché non affronta situazioni di sofferenza psichica né si prefigge lo scopo di ristrutturare la personalità, ma si occupa di problemi limitati all’area di conflitto in un’ottica di prevenzione e di promozione della salutogenesi.

In sintesi, il Counseling Relazionale Grafodinamico* è un servizio non psicologico ma di stampo educativo per ogni persona che si trovi di fronte ad una scelta importante, o che stia attraversando un momento temporaneo di difficoltà o di empasse, o che voglia imparare a valorizzare le proprie risorse; è utile per l’orientamento nella scelta della scuola (secondaria superiore o università), o quale sostegno e confronto professionale per quei genitori che vogliano seguire con attenzione e consapevolezza i figli nel percorso di apprendimento e socializzazione durante la scuola primaria o secondaria.

In questo ultimo caso il percorso si rivela particolarmente duttile, in quanto non richiede necessariamente la presenza del bambino, ma si può basare sull’osservazione del suo materiale grafico.

Al Polo di Medicina Integrata di Urbino la consulenza grafologica viene applicata da:

Dott.ssa Erika Moretti
consulente grafologa
 esperta in pratica psicomotoria educativa


Medicina Integrata 

  • Check-up per la prevenzione delle patologie croniche

  • Medicina Tradizionale Cinese

  • Agopuntura

  • Omeopatia

  • Fitoterapia e Aromaterapia

  • Kinesiologia Applicata

  • Nutrizionistica

  • Intolleranze alimentari

  • Pediatria

  • Pediatria Funzionale

  • Mineral Test® (Analisi Minerale Tissutale)

Dietetica e Integrazione Nutrizionale

  • Nutrizione clinica

  • Dimagrimento

  • Neurochinesiolgia

  • Diete personalizzate per atleti

  • Dieta anti-age

  • Valutazione dei fabbisogni nutrizionali

  • Valutazione genetica del metabolismo

Area Strutturale

Area Psicoemozionale

Naturopatia

  • Educazione alla salute, prevenzione e stili di vita

  • Alimentazione Bioenergetica

  • Fiori di Bach

  • Iridologia

  • Tecniche riflesse (riflessologia plantare e palmare, riflessologia auricolare)

Attività culturali

  • Incontri informativi

  • Incontri esperienziali

  • Corsi di formazione



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